domenica 5 settembre 2010

Spunto di riflessione di fine estate

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(...sarà che il mese di agosto - il più spensierato - è appena passato, sarà che i primi giorni di settembre riportano temi più seri, sarà che apri i giornali e ti sommergono informazioni tra cui difficilmente scopri le indicazioni che ti servono per capire...)

L'altra sera guardavo il film di John Woo "La battaglia dei tre regni", ambientato in Cina nel terzo secolo e tratto da un romanzo scritto nel  1300: strategie e violente battaglie, sangue e morte, azioni di forza e mosse tattiche, il film racconta la guerra tra il Regno del Nord e la coalizione dei Regni del Sud contro il progetto di unificazione della Cina, ideato dal malvagio primo ministro e consigliere dell'Imperatore. Mentre gli eserciti si preparano alla battaglia e i comandanti studiano come proteggere il loro popolo, un vecchio Maestro cinese parla con i bambini del villaggio, seduti a terra,  intorno a lui: "A cosa serve un libro se non hai da mangiare?" gli domanda uno dei piccoli. "Un giorno comprenderai che studiare adesso, ti consentirà di mangiare in futuro".

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Ieri pomeriggio abbiamo parlato a lungo della scuola, della società, delle difficoltà che si incontrano nella vita di ogni giorno, dell'importanza delle scelte che si fanno quando ci si prepara alla vita.
Un lungo pomeriggio di fine estate, un pomeriggio tranquillo, davanti ad una tazza di te, per soffermarsi sulle cose importanti, al di là di quello che avviene intorno a noi, perchè i temi centrali delle nostre vite  li scopriamo nei momenti in cui ci  fermiamo a riflettere, senza l'influenza dal frastuono che ci circonda ogni giorno. 

domenica 22 agosto 2010

"Dammi la bottiglia dell'acqua, che ho la gola secca."

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"Due Apache passano bassi rasente il Palestine e se ne vanno per i loro misteriosi cazzi lungo il Tigri."

Così scriveva sul suo blog Enzo Baldoni qualche settimana prima di morire; era iniziato da poco il suo viaggio in Irak, che si sarebbe concluso sulla strada verso Baghdad, durante una missione umanitaria compiuta "senza croce ne bandiera".

Come avrebbe commentato Enzo Baldoni, oggi il ritiro dall'Irak?

"Sticazzi, Salah. Dammi la bottiglia dell'acqua, che ho la gola secca."


Come gli altri anni da quando ho il mio blog,  il post di fine agosto è dedicato a Enzo, una persona vera, come tutti noi.
(Quest'anno il corpo di Enzo Baldoni è stato restituito all'Italia e ai suoi familiari.)

venerdì 13 agosto 2010

"Quali cose siamo" L'intelligenza delle cose alla Triennale di Milano - Design Museum 2010

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"Negli ultimi anni della sua vita, Bruno Munari pensava quasi esclusivamente ai bambini. «Il futuro sono loro», ripeteva sempre. E condivideva con Piaget la convinzione che è nei primi anni di vita che si forma in ogni individuo l’intelligenza delle cose." All'interno del Palazzo dell'Arte, sede della Triennale di Milano, inizia con queste parole il percorso della mostra "Quali cose siamo". Dunque, confusi casualmente, vi sono molti oggetti legati all'infanzia che i visitatori più piccoli possono individuare con l'aiuto di Frisello, un coetaneo di fantasia che, visitando il museo, ha perduto la sua pallina rossa.
Lungo il percorso a ferro di cavallo, appoggiati su otto spaziose pedane, troviamo centinaia di oggetti di un passato recente; alcuni di dimensioni fuori misura, come la copia in gesso del David di Michelangelo; altri, piccoli, in mostra all'interno di teche trasparenti. Un viaggio nella memoria di una modernità colorata, che accosta arte e oggetti comuni: il corpetto disegnato da Dolce e Gabbana per Madonna, la lampada Anemone di Paolo Ulian  composta di biro, uno storico barattolo della Cirio degli inizi del novecento, un grande leone meccanico realizzato da Mario Taddei su disegno di Leonardo da Vinci, il bellissimo Micione, il gatto portaombrelli di Piero Fornasetti. Oggetti che ripercorrono il tempo, un viaggio tra design, arte e vita di tutti i giorni, un simbolo della creatività italiana. "Quali cose siamo" è un invito ad osservarli e riflettere sul ruolo che rivestono nella quotidianità.

In tutte quelle cose vediamo il passato - il nostro e quello degli altri; in alcune di esse c'è il riflesso del presente, in altre quello del futuro. Fermandoci ad osservarle, scopriamo idee,  progetti e sogni di chi li ha ideate e intravediamo  i momenti di vita delle persone che li hanno utilizzati.


("E' nell'uso che sta scritto il disegno delle cose". Silvana Annichiaro - Direttore Design Museum)
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