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domenica 25 luglio 2010

I ragazzi di Duisburg e la comunicazione

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Come giustificare quello che è accaduto ieri durante la Love Parade, a Duisburg, come spiegare il trasformarsi di un incontro di musica, danze e allegria in una tragedia incontrollata e soprattutto, come spiegare perchè, mentri molti ragazzi morivano, altri giovani cantavano e danzavano  poco più in là, senza immaginare cosa stava accadendo.
Massenpanik, così i quotidiani tedeschi oggi definiscono quello che è successo a Giulia e a tanti altri ragazzi.




Eppure c'è qualcosa che non funziona nel meccanismo della comunicazione. C'è qualcosa da capire e spiegare, perchè noi utilizziamo mezzi di comunicazione che ci consentono di conoscere in tempo reale quanto accade nel mondo.
Sappiamo cosa avviene nell'altra parte del pianeta, non se qualcuno muore a poca distanza dallo svolgersi di una festa.

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venerdì 2 aprile 2010

Le praterie e i caminetti

"Il mondo intorno a noi sta cambiando.Siamo pronti a dare una mano. Ma basta coi caminetti. Parliamo di praterie"
Con poche parole semplici  Matteo Renzi ha avuto ieri il coraggio di lanciare un messaggio a nome delle nuove generazioni.

L'anno scorso avevo parlato di Matteo Renzi qui, portandolo come esempio dei giovani in politica.
Nel corso dell'ultimo anno  abbiamo avuto modo di conoscerne altri:  Roberto Cota, Debora Serracchiani, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Giuseppe Civati,  loro parlano una lingua nuova.

"Noi abbiamo la forza, la determinazione e la serenità per non farci intimorire" è il commento di Cota agli episodi di violenza la vigilia elettorale e Debora Serracchiani spiega i motivi del voto regionale dicendo: "Ci sono più spazi da conquistare che disillusioni da lasciarsi alle spalle".
"Noi siamo un Parlamento e non un museo dove conservare oggetti ammuffiti" dice Matteo Salvini, mentre Giorgia Meloni parla dei giovani "Si racconta solo il lato buio dei nostri ragazzi, l’alcool, la droga, non il talento, il sacrificio."
Giuseppe Civati, dopo la vittoria, scrive sul suo blog con grande semplicità: "Ho ricevuto centinaia di messaggi e di chiamate. Molti non mi hanno votato, né fatto votare, ma una volta eletti è decisamente più facile ricevere gli endorsement. Sulla rete serpeggiano candidature, nell'ordine, a: sindaco di Milano, segretario regionale, candidato premier. Forse è il caso di darsi una regolata. Ascoltate Trevor. Prima ci vuole la relazione, poi ci vuole il movimento, infine si trova il leader che la interpreti."

Loro parlano una lingua nuova,  e spiegano il loro pensiero, la loro visione del mondo. Un mondo che sin da ora non appartiene  a coloro che siedono davanti ai caminetti.
Un segnale per la politica, l'informazione, l'architettura, il giornalismo, la ricerca ed il mondo imprenditoriale, in fondo un segnale per tutti noi.




mercoledì 13 gennaio 2010

Dove è la verità sul Web?

Dopo aver letto ieri l’articolo di Gianni Riotta  Cara, vecchia internet vai sul sito http://www.verità/,  mi è rimasta una sgradevole sensazione che non sono ancora riuscita a cancellare. Mi spiego meglio: quello che Riotta ha scritto, appoggiandosi alle idee espresse nel libro di Jaron Lanier, egli avrebbe potuto farlo con i suoi pensieri, le sue idee, le sue parole.
“Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”, scriveva Emerson nel 1849 ed è un suggerimento valido, oggi, per aggiungere idee alle idee, per migliorare la qualità dei contributi.

Per quanto possa valere nell’immensità del Web, nel merito penso che la novità sta nelle persone, così come in loro sta la libertà, l’educazione e la capacità di partecipare al mondo esterno e di condividere, parola tanto di moda! Penso anche che è inutile cercare la differenza tra il mondo reale e il Web: in entrambi è possibile operare apertamente o nell’anonimato, selvaggiamente o educatamente, in autonomia o al seguito di altri. E che è possibile dare il giusto valore ai pareri di persone semplici e di Premi Nobel, possono convivere! sia nel mondo reale che nel Web.

(il post di oggi è il commento che ho  lasciato stasera in Manteblog Il declino è una ipotesi)

domenica 3 gennaio 2010

"E ricordatevi di non copiare mai!"

Nel 1849 Ralph Waldo Emerson scriveva nei Diari, a proposito dell'argomento immortalità: "Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu".

Chissà come avrebbe commentato oggi, navigando in Rete, dove le citazioni si moltiplicano. Non mi riferisco a quelle famose: vengono riportati articoli, messaggi, post, video, brani di tesi di laurea, stralci di presentazioni, ecc. Persino nei blog di professionisti capita di leggere scritti di qualcun altro, presi in prestito e tradotti.
Se è difficile proporre un pensiero nuovo, pur non essendo tutti ottimi scrittori, è pur vero che qualche idea personale l'avremo. Per questo, mi torna alla memoria - e quanto aveva ragione! - la mia professoressa di italiano che, con il dito alzato e l'aria severa, ci diceva: "E ricordatevi di non copiare mai!"


martedì 15 settembre 2009

Mass media


Mass Media, dal latino all'inglese, ecco un termine che ben rappresenta i due protagonisti, i media e le persone (la massa).
In un'epoca di radicali cambiamenti, il ruolo dei mass media è oggetto di discussioni e critiche e gli operatori della comunicazione sembrano aver dimenticato l'importanza della mediazione nella comunicazione e del significato dei termini "media" ed "informazione".



Giorno dopo giorno, il delicato compito  di mediare in modo equilibrato le notizie, si trasferisce dai media alla massa:  ora sta alle persone trovare il senso di quanto accade, mentre l'informazione - dal latino "dare forma" - appare sempre più una "especie de magma", dove vero e falso si confondono.

Avvenimento dopo avvenimento, il difficile compito di ricercare il senso di quanto accade,  è svolto dalle persone tramite lo scambio di idee e notizie: ora sono le interrelazioni casuali a proporre interpretazioni, mentre i protagonisti dei "media" - figure che erano "in mezzo" tra notizie e pubblico -sembrano spettatori, non più attori, del cambiamento di scena.

Loro, cavalieri inesistenti di un regno dove le regole dell'etica cedono il passo alle regole della pubblicità, si interrogano (e ci interrogano) su temi quali la libertà e la democrazia nel mondo dell'informazione.
Noi, protagonisti tecnologici di un universo dove la fragilità delle emozioni si sostituisce alla freddezza dei fatti, cerchiamo (con scarsi risultati) di comprendere  chi governa  e controlla il nuovo sistema della comunicazione.

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"Mediatore è colui che porta le ragioni dell'uno e dell'altro, e viceversa. E' colui che si fa carico dell'uno e dell'altro, che sa accogliere il senso del loro dire...Mediatore è colui che si assume i rischi di ogni traduzione; tradurre, concretamente, significa andare all'essenziale, cercare il senso di una vicenda in sè e nel contesto, e riferire con parole vive". (*) da "Il lembo del mantello" Carlo Maria Martini - 1991

domenica 23 agosto 2009

...Lo verdadero y lo falso, confundidos en una especie de magma

"Cuando ya no se distinguen", con questo titolo, qualche settimana fa, Javier Marìas invitava ad una riflessione sull'informazione ai nostri tempi, spiegando che abbiamo disponibili diversi media per confrontare e verificare le notizie ma che, ciò nonostante, è maggiore la difficoltà nel distinguere il vero ed il falso, "confusi in una sorta di magma".

Non si può arrivare a dubitare di tutto, ma porsi domande è un passaggio fondamentale da non dimenticare

per trovare il senso e l'etica delle cose.

domenica 28 giugno 2009

Risposte prima delle domande

Oggi il Cardinale Carlo Maria Martini inizia un colloquio pubblico sul Corriere della Sera, un dialogo mensile con coloro che vorrannno scrivergli.
Una modalità fuori moda nell'attuale mondo della comunicazione, dove le risposte arrivano prima delle domande e la verità viene mostrata in modo diverso, come un abito da indossare, secondo il protagonista e l'occasione.
Non esistono due verità e un fatto accade in un modo solo. Attengono alla verità le modalità di presentazione ed interpretazione del fatto accaduto.
Verità che non è intellegibile ad un'osservazione superficiale o ad uno sguardo distratto: serve un'analisi: tesi, antitesi e sintesi.
Sempre meno portati verso questo percorso e sempre più invitati a prendere posizioni frettolose sui fatti che avvengono intorno a noi, può interessarci la riflessione di Carlo Maria Martini che "nessuna persona può insegnare alcunchè a un'altra", e spingerci ad affrontare più di frequente uno sforzo di ricerca individuale.