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venerdì 15 agosto 2008

Non conoscono la radice del male




In questi giorni viene dato grande risalto e pubblicità al ritrovamento del discorso tenuto da Gandhi alla conferenza delle relazioni interasiatiche. Tenuto nel 1947.

Sul blog http://attivissimo.blogspot.com/2008/08/telecom-e-gandhi-il-testo-del-discorso.html scopriamo che........"E' qui da almeno quattro anni. E l'audio di cui parla lo spot come se fosse una cosa straordinaria? E' già qui, su Gandhiserve.org: basta cercare "Speech at Inter-Asian Relations Conference, 1947" e cliccare su "19'07" per ascoltarlo."

Personalmente - parecchi anni fa - ho letto un libro di Gandhi (una bellissima edizione di "Edizioni di Comunità") dal titolo "Antiche come le montagne" e riporto di seguito un brano a cui spesso faccio riferimento, quandopensoeragiono:

"Distruggerei questo sistema oggi stesso, se ne avessi il potere. Userei le armi più mortali se pensassi che possono distruggerlo. Me ne astengo soltanto perchè l'impiego di tali armi non farebbero che perpetuare il sistema, anche se può distruggere gli esecutori attuali. Coloro che cercano di distruggere gli uomini piuttosto che i metodi, adottano questi metodi e diventano peggiori di quelli di cui vogliono disfarsi, a torto convinti che i metodi moriranno insieme agli uomini, Non conoscono la radice del male."

mercoledì 13 agosto 2008

I giovani possono reinventare il futuro - Tiziano Terzani

Ascoltare e leggere Terzani è un pò una lezione di vita.


"..dobbiamo cominciare a pensare in maniera nuova, ad avere reazioni nuove a certe azioni. I giovani vogliono avere speranza, i giovani sono nati per sperare, ai giovani il nuovo non fa paura e i giovani possono reinventare il futuro. Gliel’abbiamo tolto di mano. Ai giovani avevamo promesso un futuro di New Age, la nuova era, l'era dell'acquario, il benessere, la felicità, la fratellanza. E guarda cosa gli abbiamo messo davanti: le torri… perché così è l’uomo: Bush, i musulmani, i non musulmani, alla fine siamo tutti umanità, per cui le torri, l’orrore criminale delle torri siamo noi e l’orrore criminale delle bombe siamo noi. Ai giovani non possiamo togliere la speranza, dobbiamo dire qualcosa di nuovo, dobbiamo dire che forse questa è la buona occasione, perché l’abbiamo visto tutti quanto è orribile. Non è come la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki di cui leggemmo, di cui vedemmo una fotografia, di cui ci è stato raccontato a scuola. Questo tutto il mondo l’ha visto non una volta ma dieci, cento volte dinanzi. Ed era facile immaginarci che a quella orribile violenza noi, dico noi tutti, gli americani, l’Occidente, avremmo reagito con una uguale e forse superiore violenza e che gli altri, prima o poi, risponderanno con una superiore violenza e noi andremo ancora con la violenza . E alla fine? Rimarrà qualcuno ancora ad usare la violenza? Non è questa una buona occasione per fermarci riflettere e prendere un’altra via, quella della non violenza, reinventando i modi della non violenza?
(intervista a Tiziano Terzani di Luciano Minerva, Firenze, 2002)

(Immagine: "Futuro"
Archivio immagini digitali People and Dreams)