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venerdì 21 maggio 2010

Il futuro sui nostri Touch Screen



Nella lontana Shenzen, trecentomila persone lavorano per costruire i migliori prodotti hi-tech nella grande fabbrica della FoxConn.
"Speed, quality, flexibility" è lo slogan della società che fa parte del gruppo Hon Hai Precision Industry, produttore di componenti per i prodotti di marchi famosi tra cui Apple, Dell,  HP, Motorola,  Nintendo, Nokia, Sony.
Lavorano di giorno e la notte riposano,  nei dormitori della FoxConn:  alcuni di loro si suicidano, gettandosi dalle finestre dei dormitori.; molti lo hanno fatto negli ultimi mesi, il Financial Express scrive di una valanga di suicidi, e di "terrible working conditions".  

"Visualize the future" è scritto sulla home page del sito della Wintek:  molte persone che lavoravano nella fabbrica di Suzhou sono state ricoverate a causa del "N-hexane" una sostanza che veniva utilizzata, in condizioni ambientali non idonee, per rendere perfetti i touch screen. Dice Bai Bing al giornalista del Guardian che la intervista in ospedale: "La gente dovrebbe sapere che cosa dobbiamo fare per creare questi prodotti e qual è il prezzo che paghiamo".

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Viviamo in un mondo globale che è, paradossalmente, suddiviso in compartimenti: in uno si produce nell'altro si consuma, in uno si fabbrica nell'altro si smaltisce, in uno si trivella nell'altro si inquina.
Per noi non è importante focalizzare l'attenzione su un brand o un prodotto;  importante invece è  abbattere le pareti che separano i compartimenti. Per comprendere che  il giusto valore di un prodotto non è rappresentato esclusivamente dal suo marchio.



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sabato 1 maggio 2010

Grazie da Emergency

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da: Io sto con Emergency allistante@emergency.it
a:   pheqof@gmail.com
data: 29 aprile 2010 06.31
oggetto: Grazie

Cari amici,
vorrei ringraziarvi dello straordinario sostegno che avete dato a Emergency in questa difficile situazione.
Insieme a voi abbiamo vissuto un periodo di grande preoccupazione per i nostri operatori umanitari e per l'ospedale di Lashkar-gah, l’unica struttura nella regione in grado di offrire cure chirurgiche gratuite e di qualità alle tante vittime di guerra.
Come sapete, i nostri tre colleghi italiani sono stati rilasciati con tante scuse. Un rilascio, come hanno detto gli stessi servizi di sicurezza afgani, frutto non di pressioni di sorta ma dovuto a una semplice, banale verità: sono innocenti. L’avevamo detto fin dal primo, durissimo giorno, e voi con noi. Dei sei collaboratori afgani che erano stati prelevati insieme agli italiani, cinque sono stati rilasciati il 28 aprile; sul sesto stanno proseguendo le indagini. I nostri avvocati e il nostro personale a Kabul continuano naturalmente a monitorare la situazione.
Stiamo già lavorando per la riapertura dell’ospedale di Lashkar-gah: continuare ad assicurare assistenza alle vittime di guerra – per il 40 percento bambini – è la nostra priorità, come lo è stata per i quindici anni della nostra storia.
Siamo riusciti ad affrontare a testa alta questi giorni durissimi grazie a due fattori. Il primo, naturalmente, era la consapevolezza che i nostri fossero innocenti. Ma l’altro ingrediente fondamentale siete stati voi: il vostro sostegno, le mail e le telefonate, la presenza a piazza San Giovanni (con il corpo o con lo spirito), le quattrocentomila firme in quattro giorni. Di tutto questo, non sappiamo come ringraziarvi. Anzi, lo sappiamo: continuando a fare sempre di più e sempre meglio il nostro lavoro, curando chiunque ne abbia bisogno. E siamo sicuri che voi non ci farete mancare il vostro sostegno in futuro, anche con un gesto che a voi non costa nulla, come la devoluzione del 5 per mille per gli ospedali di Emergency.
Ancora una volta, grazie di cuore. A presto,


Cecilia Strada
Presidente di Emergency

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martedì 13 aprile 2010

Io sto con Emergency

qui per firmare l'appello

domenica 13 dicembre 2009

Anche gli asini insegnano

La lettura della storia di Soriano, un maestro di Nueva Granada in Colombia, ha accompagnato il mio caffè della domenica mattina: una volta alla settimana, con l'aiuto di due asinelli, Luis Humberto Soriano porta i libri che gli serviranno per insegnare, ai bambini dei villaggi sperduti del dipartimento rurale di Nuova Granada.
I due asini si chiamano Alfa e Beto.

Il 2010 è alle porte: qui la cultura arriva digitale e sotto i nostri alberi di Natale troviamo sempre più oggetti tecnologici, pronti all'uso.
Anche se a noi sembra di altri tempi, è una storia di oggi: Alfa e Beto, asini ma "portatori" dei libri che il maestro Soriano leggerà ai bambini, danno il loro contributo all'educazione delle nuove generazioni.

domenica 30 agosto 2009

Vite da salvare

L'intervista di Enzo Jannacci, rilasciata nei giorni scorsi al quotidiano Avvenire, avrà destato meraviglia in molti dei suoi fans: in realtà egli ha spiegato, in modo più ampio e diretto, il suo pensiero e quanto aveva detto sul caso di Eluana, nell'intervista di febbraio al Corriere della Sera.
"Ci vorrebbe una carezza del Nazareno".
Qualcuno aveva intravisto nelle parole  dedicate ad Eluana, le sue idee di  medico, magari quelle di padre. Per me la sorpresa era stata grande, perchè il segnale che trasmettevano era molto chiaro; non mi ha meravigliato, quindi, leggere le sue dichiarazioni, questa settimana.
Dopo una vita di medico e cantautore, Enzo Jannacci ci ha trasmesso la sintesi del suo pensiero circa la vita, nel caso di Eluana come in quello degli emigranti: "Una vita va salvata sempre, prima la si accoglie e la si rianima e poi magari si gioca con il diritto internazionale per il rimpatrio. Come medico, io dico che la vita – passatemi l’espressione – è una condanna a morte: è inevitabile, sono stato per anni intorno ai letti della terapia intensiva e dei reparti di rianimazione per averne un’idea diversa, ma sempre come medico e come uomo dico anche che salvare una vita è come salvare il mondo."

domenica 5 luglio 2009

Le azioni che non facciamo

Se è vero che le nostre scelte hanno influenza sul mondo vicino e lontano che ci circonda, è altrettanto vero che uguale influenza esercitano le cose che non facciamo.

«Una promessa ai poveri è sacra. »

Le semplici parole dell'Arcivescovo e Premio Nobel Desmond Tutu provocano un'eco che arriverà a L'Aquila nei prossimi giorni ed avrà riflessi sul G8. Qualche anno fa sono stati stanziati fondi a favore del continente africano e non tutte le nazioni europee, tra cui l'Italia, hanno mantenuto gli impegni presi.

Certo, è arrivata la crisi, ma non è argomento che attiene le promesse fatte e quelle non mantenute. Tutu dichiara: "È un atto di grazia e grande leadership quando vengono fatti tutti gli sforzi per rispettare quei patti, per questo quei paesi del G8 che guidano gli sforzi per i poveri meritano il plauso."

Chi sa se riusciremo a comprendere che dobbiamo allargare gli orizzonti del nostro cuore e della nostra mente al resto del mondo; se riusciremo a capire che non è più possibile abitare nella zona privilegiata di questo "mondo globale" - dove sono disponibili acqua, cibo, energia, istruzione, cure e diritti - e, nel contempo, ignorare l'altra metà che ne è quasi priva.
Se riuisciremo a comprendere che dobbiamo pretendere di più, anche da noi stessi, per salvare la dignita di questi uomini, ma anche la nostra.
Chi lo sa?
Da....sono 34 milioni i bambini africani tornati a scuola dopo la cancellazione del debito 2005.....
A.....il cavo da terabite per la connessione Internet tra Europa e Africa sarà inaugurato entro la fine del mese)

sabato 7 febbraio 2009

Tre parole per Eluana: amore, diritti e doveri

(In questi giorni sono arrivati molti commenti (e tante e-mail) al post pubblicato 15 giorni fa "Se dovesse capitare, spero ci sia qualcuno di buon cuore..." .

Adesso che questo tema così "privato" si è spostato sul piano politico, vorrei con questo post portarlo nel suo giusto ambito, quello che attiene la sfera personale: non con inutili espressioni di sentimenti, ma con la testimonianza di una mamma che ha vissuto e vive una dolorosa esperienza in prima persona.



Il post di oggi sono le sue parole, così come sono state da lei scritte).

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La cosa più difficile, ma necessaria è amare la vita, amarla anche nella sofferenza. Perché la vita è tutto, la vita è Dio. Amare la vita è amare Dio” (Tolstoj)

Carissima pheqof,
stiamo vivendo in diretta una “tragedia” che continuamente ci viene riproposta da tutti i mezzi di comunicazione.
Sarebbe meglio scendesse “silenzio” su questa situazione che sembra abbia già un finale scontato.
Io personalmente assisto indignata a questa decisione di sopprimere una “vita” che non ci appartiene (per me che ho fede: appartiene a Dio); una vita che per la maggior parte dei ben pensanti non “vale nulla”.
Soffre – non soffre? Comprende – non comprende? etc…
Chi crediamo di essere?
Se siamo veri genitori abbiamo il compito, il dovere di assistere e accompagnare con amore i nostri figli nella gioia, ma soprattutto nel dolore, non abbiamo il compito di sopprimere.
Quando le nostre forze o mancanza di coraggio non ci permettono più di continuare a…”vedere”… lasciamo che altri Angeli proseguano il nostro vegliare che si è fatto fragile di fronte alla…sofferenza.
E questo è un grande e sofferto “atto d’amore”.
Mi sono permessa di scrivere ciò, perché sono mamma che per 30 anni ha vissuto 24 ore su 24 con una figlia ammalata psichica gravissima e che ora da 7 anni seguo in istituto: e cosa vedo? Madre e padri che accudiscono “gli ultimi” che soffrono tanto e tanto! Rarissime volte possiamo accarezzarli ma assistiamo impotenti quando in crisi li vediamo legati o chiusi in camera di sicurezza… e soli!
Dove vado io e mio marito ci sono mille ammalati non più gestibili in famiglia.
Quanti genitori sono in queste nostre condizioni! Eppure siamo sempre lì a fianco di tanto dolore. Ma quanto Amore! Ma quanta gioia quando puoi sfiorare con tenerezza l’”Amore puro” .
Mai pensato di cercare una struttura compiacente (in questi casi, anche a volerlo, non ci sarebbe!) che metta fine a una “vita” che amiamo.
signora “G”
(Questa testimonianza si aggiunge a quella segnalata ieri da Maurizio di Salvatore Crisafulli: loro sono persone che esistono e che si confrontano con questi temi ogni giorno.)


mercoledì 10 settembre 2008

2008, l'anno del Dragone


Così abbiamo conosciuto tutti la Cina e i Cinesi.

Abbiamo anche conosciuto tutti il Tibet, i Tibetani e il Dalai Lama.
Abbiamo letto le sue interviste rilasciate a giornali di tutto il mondo, lo abbiamo seguito in televisione (omaggiato e ricevuto in pompa magna da personaggi conosciuti) insieme persone famose, insieme a Carla Bruni.
Dopo il viaggio in Francia il Dalai Lama ha dichiarato di essere "esausto" ed ha annullato tutti i successivi impegni internazionali.


Mi piacerebbe - solo per poco e senza essere fraintesa - in merito ai Diritti Umani poter dire che in molte parti del nostro pianeta, ogni giorno, vengono commessi genocidi nei confronti di tanti "ribelli": gli sfortunatii capi vengono brutalmente uccisi, non viene loro richiesta un'intervista.


Dobbiamo perciò riconoscere che la Cina ha concesso al Dalai Lama alcuni diritti, se non tutti.


(Immagine: dal sito http://www.dalailama.com/ - Free Desktop Wallpapers for Download -All rights reserved to the Office of His Holiness the Dalai Lama. (Photographer: Tenzin Choejor, Office of His Holiness the Dalai Lama)