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domenica 25 luglio 2010

I ragazzi di Duisburg e la comunicazione

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Come giustificare quello che è accaduto ieri durante la Love Parade, a Duisburg, come spiegare il trasformarsi di un incontro di musica, danze e allegria in una tragedia incontrollata e soprattutto, come spiegare perchè, mentri molti ragazzi morivano, altri giovani cantavano e danzavano  poco più in là, senza immaginare cosa stava accadendo.
Massenpanik, così i quotidiani tedeschi oggi definiscono quello che è successo a Giulia e a tanti altri ragazzi.




Eppure c'è qualcosa che non funziona nel meccanismo della comunicazione. C'è qualcosa da capire e spiegare, perchè noi utilizziamo mezzi di comunicazione che ci consentono di conoscere in tempo reale quanto accade nel mondo.
Sappiamo cosa avviene nell'altra parte del pianeta, non se qualcuno muore a poca distanza dallo svolgersi di una festa.

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domenica 4 luglio 2010

Il villaggio di cristallo

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Viviamo in un mondo che ci sommerge di notizie, ogni giorno, in tempo reale, ogni momento:  arrivano a noi in mille modi, sollecitano le nostre emozioni e ci coinvolgono ma vengono subito superate da nuove informazioni e improvvisi cambiamenti di scena. 

Una volta era forse più semplice: la diffusione delle informazioni avveniva oralmente o tramite scritti, con tempi diversi; le notizie venivano condivise, dilatandosi, all'interno di una comunità e la percezione di un mondo ristretto ne favoriva l'approfondimento. 

Ora è più difficile soffermarsi su un fatto perchè la nostra attenzione è ripetutamente attirata da nuovi avvenimenti:  siamo continuamente sospinti da un'involontaria distrazione e riflessione e approfondimento ci appaiono una perdita di tempo.

Siamo abitanti di un villaggio di cristallo dove vediamo tutto il bene ed il male,  alla ricerca del senso di quanto accade, senza riuscire a fermarci e ad agire.


giovedì 10 giugno 2010

Dedica

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Ai momenti divertenti,
alla rabbia,
alla determinazione nel continuare,
alla voglia di mollare,
agli abbracci,
ai pianti,
ai sorrisi,
alle incomprensioni,
agli attimi di complicità,
ai momenti in cui ho creduto di aver sbagliato tutto
e a quelli in cui ho creduto di aver fatto la scelta migliore,
a tutto quello che in questi cinque anni ci avete insegnato,
a tutto quello che in questi cinque anni ci ha fatto crescere,

...Tutto lì dentro...

a Voi che c'eravate,
a Voi con cui sono cresciuta,
a Voi che mi avete capita,
a Voi che non avete capito proprio niente,
a Voi che mi avete insegnato tanto,
a Voi da cui ho imparato tanto,
a Voi che avete tutta la mia gratitudine,
a Voi che mi avete aiutata,
a Voi che mi avete sostenuta,
a Voi che mi avete incoraggiata,
a Voi che mi avete resa diversa,
a Voi che ve ne siete andati,
a Voi che siete passati,
a Voi che mi avete accompagnata in tutto questo percorso,

a Te che sei sempre stata disponibile,
a Te che sei arrivata quest'anno, ma mi sei entrata nel cuore,
a Te che solo ora sto capendo davvero che persona sei,
a Te, la mia migliore amica, la cosa più bella che mi sia capitata in quella scuola.

Non vi dimenticherò mai.

..."E' tutto scritto ed è qui dentro e viene tutto via con me"...
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venerdì 21 maggio 2010

Il futuro sui nostri Touch Screen



Nella lontana Shenzen, trecentomila persone lavorano per costruire i migliori prodotti hi-tech nella grande fabbrica della FoxConn.
"Speed, quality, flexibility" è lo slogan della società che fa parte del gruppo Hon Hai Precision Industry, produttore di componenti per i prodotti di marchi famosi tra cui Apple, Dell,  HP, Motorola,  Nintendo, Nokia, Sony.
Lavorano di giorno e la notte riposano,  nei dormitori della FoxConn:  alcuni di loro si suicidano, gettandosi dalle finestre dei dormitori.; molti lo hanno fatto negli ultimi mesi, il Financial Express scrive di una valanga di suicidi, e di "terrible working conditions".  

"Visualize the future" è scritto sulla home page del sito della Wintek:  molte persone che lavoravano nella fabbrica di Suzhou sono state ricoverate a causa del "N-hexane" una sostanza che veniva utilizzata, in condizioni ambientali non idonee, per rendere perfetti i touch screen. Dice Bai Bing al giornalista del Guardian che la intervista in ospedale: "La gente dovrebbe sapere che cosa dobbiamo fare per creare questi prodotti e qual è il prezzo che paghiamo".

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Viviamo in un mondo globale che è, paradossalmente, suddiviso in compartimenti: in uno si produce nell'altro si consuma, in uno si fabbrica nell'altro si smaltisce, in uno si trivella nell'altro si inquina.
Per noi non è importante focalizzare l'attenzione su un brand o un prodotto;  importante invece è  abbattere le pareti che separano i compartimenti. Per comprendere che  il giusto valore di un prodotto non è rappresentato esclusivamente dal suo marchio.



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venerdì 2 aprile 2010

Le praterie e i caminetti

"Il mondo intorno a noi sta cambiando.Siamo pronti a dare una mano. Ma basta coi caminetti. Parliamo di praterie"
Con poche parole semplici  Matteo Renzi ha avuto ieri il coraggio di lanciare un messaggio a nome delle nuove generazioni.

L'anno scorso avevo parlato di Matteo Renzi qui, portandolo come esempio dei giovani in politica.
Nel corso dell'ultimo anno  abbiamo avuto modo di conoscerne altri:  Roberto Cota, Debora Serracchiani, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Giuseppe Civati,  loro parlano una lingua nuova.

"Noi abbiamo la forza, la determinazione e la serenità per non farci intimorire" è il commento di Cota agli episodi di violenza la vigilia elettorale e Debora Serracchiani spiega i motivi del voto regionale dicendo: "Ci sono più spazi da conquistare che disillusioni da lasciarsi alle spalle".
"Noi siamo un Parlamento e non un museo dove conservare oggetti ammuffiti" dice Matteo Salvini, mentre Giorgia Meloni parla dei giovani "Si racconta solo il lato buio dei nostri ragazzi, l’alcool, la droga, non il talento, il sacrificio."
Giuseppe Civati, dopo la vittoria, scrive sul suo blog con grande semplicità: "Ho ricevuto centinaia di messaggi e di chiamate. Molti non mi hanno votato, né fatto votare, ma una volta eletti è decisamente più facile ricevere gli endorsement. Sulla rete serpeggiano candidature, nell'ordine, a: sindaco di Milano, segretario regionale, candidato premier. Forse è il caso di darsi una regolata. Ascoltate Trevor. Prima ci vuole la relazione, poi ci vuole il movimento, infine si trova il leader che la interpreti."

Loro parlano una lingua nuova,  e spiegano il loro pensiero, la loro visione del mondo. Un mondo che sin da ora non appartiene  a coloro che siedono davanti ai caminetti.
Un segnale per la politica, l'informazione, l'architettura, il giornalismo, la ricerca ed il mondo imprenditoriale, in fondo un segnale per tutti noi.




giovedì 28 gennaio 2010

Tre parole per l'educazione: tradurre, interpretare, capire.

Quante volte accade che uno scambio di idee si trasformi in spunto di riflessione! Arrivano da un'interessante e-mail le parole che introducono un argomento di grande attualità: l'educazione.

«Per quanto riguarda me, come insegnante, non chiedo altro al mio mestiere che i "miei" ragazzi capiscano che quanto cerco di far leggere ha a che fare con la vita, è stimolo di riflessione, è qualcosa che ciascuno di noi prima o poi potrebbe pensare o provare, ma che qualcun altro ha saputo tradurre in parole, per aiutarci a interpretare il mondo e capire noi stessi».

Tradurre, interpretare, capire. Tre parole che rappresentano un cammino condiviso tra più persone - l'autore, l'interprete, il destinatario - rivelando il processo di mediazione tra il messaggio e chi lo riceve.


In un mondo che vive di comunicazione, notizie e informazione, non bisogna dimenticare che, specialmente per i giovani, tra i primi "mediatori" vi sono gli insegnanti. I giornali, la televisione, la Rete e quanto di nuovo la tecnologia propone, dovrebbero arrivare dopo la ricerca del giusto approccio alla "verità". Ciò è possibile cogliendo gli stimoli di riflessione suggeriti dagli "insegnanti-maestri" che rischiano nell'educare ad interpretare la realtà.

«Per natura, chi ama il bambino mette nel suo sacco, sulle spalle, quello che di meglio ha vissuto nella vita, quello che di meglio ha scelto nella vita. Ma, ad un certo punto, la natura dà al bambino, a chi era bambino, l'istinto di prendere il sacco e di metterselo davanti agli occhi (in greco si dice pro-bállo, da cui deriva l'italiano «problema»). Deve dunque diventare problema quello che ci hanno detto! Se non diventa problema, non diventerà mai maturo». (Don Luigi Giussani "Il rischio educativo")

(Un ringraziamento all'autrice della mail che ha consentito di pubblicare il suo pensiero come tema del post di oggi)

Vedi anche: Tre regole: equilibrio, semplicità, chiarezza.

mercoledì 13 gennaio 2010

Dove è la verità sul Web?

Dopo aver letto ieri l’articolo di Gianni Riotta  Cara, vecchia internet vai sul sito http://www.verità/,  mi è rimasta una sgradevole sensazione che non sono ancora riuscita a cancellare. Mi spiego meglio: quello che Riotta ha scritto, appoggiandosi alle idee espresse nel libro di Jaron Lanier, egli avrebbe potuto farlo con i suoi pensieri, le sue idee, le sue parole.
“Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”, scriveva Emerson nel 1849 ed è un suggerimento valido, oggi, per aggiungere idee alle idee, per migliorare la qualità dei contributi.

Per quanto possa valere nell’immensità del Web, nel merito penso che la novità sta nelle persone, così come in loro sta la libertà, l’educazione e la capacità di partecipare al mondo esterno e di condividere, parola tanto di moda! Penso anche che è inutile cercare la differenza tra il mondo reale e il Web: in entrambi è possibile operare apertamente o nell’anonimato, selvaggiamente o educatamente, in autonomia o al seguito di altri. E che è possibile dare il giusto valore ai pareri di persone semplici e di Premi Nobel, possono convivere! sia nel mondo reale che nel Web.

(il post di oggi è il commento che ho  lasciato stasera in Manteblog Il declino è una ipotesi)

sabato 26 settembre 2009

Bei tempi, una volta! c'era il giornalista, c'era il personaggio e c'era un fatto...

Dilagano i Social Network, Twitter, Facebook, Friend Feed, tutto viene condiviso e le opinioni si scambiano in tempo reale....persino io, che vivo in un paesino della Brianza, ieri sera ho avuto uno scambio veloce di opinioni con una persona che abita in California.
Molti sono i cambiamenti nel mondo della comunicazione, tutto è "allargato", "condiviso", "globale" ed "interattivo".
Per questo sorprende  un poco scoprire che i quotidiani, decisamente controcorrente, pubblicano lettere.
Prima pagina, Corriere della Sera, Fiorello ha scritto la sua letterina, oggi. Dice che, pur non avendo l'abitudine di scrivere ai giornali,  l'ha scritta per "necessità" e "dovere". Il destinatario? mah! non il Direttore.  Perciò scrive direttamente ai Lettori.
(...potremmo chiamarle "Lettere ai Lettori"?).



Bei tempi, una volta!
c'era il giornalista,
c'era il personaggio
e c'era un fatto:
il risultato era un'intervista.

Il giornalista non c'è più, restiamo noi, lettori ad interpretare lettere a cui non possiamo rispondere.


(Immagine: Collezione Privata Fallaci - Oriana Fallaci intervista Khomeini)


martedì 15 settembre 2009

Mass media


Mass Media, dal latino all'inglese, ecco un termine che ben rappresenta i due protagonisti, i media e le persone (la massa).
In un'epoca di radicali cambiamenti, il ruolo dei mass media è oggetto di discussioni e critiche e gli operatori della comunicazione sembrano aver dimenticato l'importanza della mediazione nella comunicazione e del significato dei termini "media" ed "informazione".



Giorno dopo giorno, il delicato compito  di mediare in modo equilibrato le notizie, si trasferisce dai media alla massa:  ora sta alle persone trovare il senso di quanto accade, mentre l'informazione - dal latino "dare forma" - appare sempre più una "especie de magma", dove vero e falso si confondono.

Avvenimento dopo avvenimento, il difficile compito di ricercare il senso di quanto accade,  è svolto dalle persone tramite lo scambio di idee e notizie: ora sono le interrelazioni casuali a proporre interpretazioni, mentre i protagonisti dei "media" - figure che erano "in mezzo" tra notizie e pubblico -sembrano spettatori, non più attori, del cambiamento di scena.

Loro, cavalieri inesistenti di un regno dove le regole dell'etica cedono il passo alle regole della pubblicità, si interrogano (e ci interrogano) su temi quali la libertà e la democrazia nel mondo dell'informazione.
Noi, protagonisti tecnologici di un universo dove la fragilità delle emozioni si sostituisce alla freddezza dei fatti, cerchiamo (con scarsi risultati) di comprendere  chi governa  e controlla il nuovo sistema della comunicazione.

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"Mediatore è colui che porta le ragioni dell'uno e dell'altro, e viceversa. E' colui che si fa carico dell'uno e dell'altro, che sa accogliere il senso del loro dire...Mediatore è colui che si assume i rischi di ogni traduzione; tradurre, concretamente, significa andare all'essenziale, cercare il senso di una vicenda in sè e nel contesto, e riferire con parole vive". (*) da "Il lembo del mantello" Carlo Maria Martini - 1991

domenica 23 agosto 2009

...Lo verdadero y lo falso, confundidos en una especie de magma

"Cuando ya no se distinguen", con questo titolo, qualche settimana fa, Javier Marìas invitava ad una riflessione sull'informazione ai nostri tempi, spiegando che abbiamo disponibili diversi media per confrontare e verificare le notizie ma che, ciò nonostante, è maggiore la difficoltà nel distinguere il vero ed il falso, "confusi in una sorta di magma".

Non si può arrivare a dubitare di tutto, ma porsi domande è un passaggio fondamentale da non dimenticare

per trovare il senso e l'etica delle cose.

domenica 28 giugno 2009

Risposte prima delle domande

Oggi il Cardinale Carlo Maria Martini inizia un colloquio pubblico sul Corriere della Sera, un dialogo mensile con coloro che vorrannno scrivergli.
Una modalità fuori moda nell'attuale mondo della comunicazione, dove le risposte arrivano prima delle domande e la verità viene mostrata in modo diverso, come un abito da indossare, secondo il protagonista e l'occasione.
Non esistono due verità e un fatto accade in un modo solo. Attengono alla verità le modalità di presentazione ed interpretazione del fatto accaduto.
Verità che non è intellegibile ad un'osservazione superficiale o ad uno sguardo distratto: serve un'analisi: tesi, antitesi e sintesi.
Sempre meno portati verso questo percorso e sempre più invitati a prendere posizioni frettolose sui fatti che avvengono intorno a noi, può interessarci la riflessione di Carlo Maria Martini che "nessuna persona può insegnare alcunchè a un'altra", e spingerci ad affrontare più di frequente uno sforzo di ricerca individuale.

sabato 13 giugno 2009

La certezza è ridicola, anche un'immagine può mentire

  • Quante volte ci domandiamo se quello che guardiamo corrisponde alla realtà?

  • L'impatto visivo è più profondo e meno consapevole, se paragonato ad altri mezzi di comunicazione, verso i quali il nostro atteggiamento è maggiormente critico.

  • Il caso più conosciuto è quello dell'Agenzia Reuters, che diffuse e poi ritirò una fotografia che era stata manipolata per accrescerne l'effetto catastrofico (a destra la foto originale, che venne successivamente sostituita dalla Reuters).

Quante volte abbiamo guardato un immagine ritoccata, distorta o manipolata ad arte, pensando che fosse reale...

Quindi, rispolveriamo Voltaire. Ricordiamo che, se il dubbio non è piacevole, la certezza è ridicola.

giovedì 12 febbraio 2009

Quale informazione?

La vicenda di Eluana ha aperto un dibattito delicato riguardo la vita, la morte e i valori etico-religiosi.
Con grande fatica, ne abbiamo parlato nel privato; ma anche affrontando l'argomento insieme su People and Dreams, ci siamo interrogati con qualche iniziale difficoltà.
Il tema ci è stato proposto attraverso differenti mezzi di comunicazione (ormai sono tantissimi) e con modalità profondamente diverse rispetto a quelle di qualche tempo fa…
Dunque, quale informazione ieri e quale oggi?
Basta pensare a quando i nostri pensieri venivano scritti su fogli bianchi e le opinioni si scambiavano tra amici, intorno a un tavolo da cucina, per accorgersi di come si sia modificato il modo di comunicare. Si potrebbe credere che i punti di riferimento fossero più certi, ma forse era semplicemente il nostro mondo ad essere più piccolo; così eravamo più sognatori nel confronto con temi meno complessi.
Ora, abbiamo più possibilità di conoscere, leggere, scambiare idee ed informazioni con gli altri; disponiamo di un maggior numero di strumenti, ma non ne abbiamo la completa padronanza.
Spesso, sommersi dalle notizie e "tirati per la giacca" da una parte o dall'altra, ci orientiamo con difficoltà.
Dunque, guardando indietro nel tempo, è inevitabile accorgersi di quanto sia cambiato il modo in cui le informazioni giungono a noi dai “media” e, parallelamente, il nostro accostarci a queste, seguirle e “parteciparvi”…

venerdì 30 gennaio 2009

Internet, cambia la vita?

Girando sulla Rete ho trovato "Le 5 cose che Internet ha fatto sparire" un video molto carino che vi propongo...guardatelo qui, su ICTV.

Ebbene sì, dobbiamo ammetterlo, cambiamenti ce ne sono stati negli ultimi anni e altri ne verranno.

Possiamo dire che Internet ha cambiato la vita?

mercoledì 19 novembre 2008

Non avere più vent'anni non ha prezzo

La pubblicità immagina i giovani.

Il bellissimo spot di Mastercard ci fa pensare e sognare una visione alternativa:

ci sono cose che non si possono comprare e avere vent'anni non ha prezzo.........

mercoledì 5 novembre 2008

Barack Obama, la nuova immagine dell'America

Da tempo si era intuito che l'elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America si sarebbe trasformata in un avvenimento globale: la consapevolezza del peso che hanno gli eventi americani su quanto avviene nel resto del mondo ha portato le persone ad immedesimarsi, a domandarsi "chi scegliere?" e in ogni paese, sui giornali, su Internet, è stato possibile esprimere la propria preferenza.

Milioni di votanti virtuali hanno così partecipato all'elezione di Barack Obama e hanno contribuito a posare sulle sue spalle speranze, desideri e aspettative per il futuro.

Ancora prima del suo insediamente alla Casa Bianca, il Presidente eletto ha reso il primo grande servizio al suo paese, presentando al mondo una nuova immagine degli Stati Uniti d'America, un'immagine diversa, giovane, proiettata nel futuro, pronta ad affrontare le difficili sfide economiche, sociali e ambientali.
Una nuova America, in cui credere.

venerdì 10 ottobre 2008

Viva la Vida

Leggete cosa scrivono i ragazzi in rete di "Viva la Vida" - pezzo pop rock che spopola da qualche mese - e vi ricrederete sulle opinioni riportate da molti giornali circa la mancanza di pensiero critico delle nuove generazioni.

I brani musicali sono un mezzo di comunicazione, sono forma espressiva, vanno ascoltati, interpretati e discussi. I giovani, utilizzando l’inglese come lingua di confronto, trasformano una canzone in icona, rendono "Viva la Vida" una candidata perfetta all'elezione di rappresentante dei loro sentimenti.

Ambientata in un passato remoto, usa metafore e simboli legati a tradizioni comuni, viene riconosciuta in epoche diverse, in paesi diversi, unisce l’immagine della copertina e del video al titolo - la frase scritta nel quadro che Frida Kahlo ha dipinto otto giorni prima di morire, colpita da mali fisici ma non domata - che insieme rappresentano la lotta di ogni giorno contro i mali del nostro tempo.
Questo l'avvio, accompagnato dai violini:
“I used to rule the world, - Io dominavo il mondo
I used = quello che si faceva una volta (ed ora non si fa più)
Now in the morning I sleep alone - Sweep the streets I used to own – Ora al mattino dormo da solo - spazzo le strade che una volta erano mie.”

I giovani non si limitano a commentare la musicalità del pezzo e il significato del testo: spaziano dall’interpretazione dei simboli (cristiani, cattolici, romani) , all’identificazione dei personaggi (da Napoleone a Bush, con faccine elettroniche sorridenti), fino ai riferimenti storici (dall’impero romano alla rivoluzione francese).

Scrivono, proviamo a leggerli qualche volta. Per loro trionfo e caduta sono eventi scontati, passato e presente si sovrappongono, loro ci presentano visioni e interpretazioni diverse e nuove di quanto accade nel mondo in questi giorni.

I giovani guardano già avanti, Viva la Vida - http://www.coldplay.com/vivavideo1.php

(Immagine: La Libertà che guida il popolo - Eugène Delacroix)

sabato 27 settembre 2008

Emily, Claudio e la Virtual reality

Qualche settimana fa ho pubblicato un post
dove parlavo di immagini digitali, di Emily O’Brian e di Forrest Gump.
Oggi vorrei riprendere l’argomento perché ho visto che sono molti gli appassionati di immagini digitali e tridimensionali.
Qui c’è il blog di Claudio “in fase di progetto” http://cid-fb5c835e5b5e7c45.spaces.live.com/
Qui si trasformano le fotografie di paesaggi in immagini in tre dimensioni http://make3d.stanford.edu/ (non bellissime a dire il vero, ma sono tratte da una sola foto)
Qui si trovano quelle di diversi tipi di animali http://www.diegomattei.com.ar/2008/09/14/38-animales-en-3d/
Qui, un sito stupendo, http://www.daz3d.com/ è tutto virtuale, persone, pettinature, personaggi, animali della terra e del mare, abiti, accessori, un patrimonio virtuale, ogni cosa ha il suo prezzo.
Poi ci sono le avatar, immagini che rappresentano le persone nei mondi virtuali di Internet, la domanda che mi pongo, guardando queste realtà, è: noi siamo reali o virtuali?


(Immagine (stupenda e, cliccandoci sopra,da guardare a schermo pieno)

martedì 23 settembre 2008

A voi credere

Un mondo unico, il sogno di Gandhi o di Telecom?

A distanza di circa un mese Telecom ripropone lo spot che ha come protagonista Gandhi, inserendo alcuni personaggi, i “messaggeri”e puntando sullo slogan “in un mondo unico”.
Paradossalmente in questa frase il concetto di unicità si confonde con quello di uniformità: possiamo così immaginare un luogo ideale (mondo unico), dove le persone parlano e si scambiano messaggi utilizzando un linguaggio universale (lingua unica), circa l’esistenza e la condivisione di ideali (valori unici)

In questo sogno in bianco e nero l’unico gestore delle comunicazioni è Telecom.
A voi credere

mercoledì 20 agosto 2008

Emily e Forrest Gump


Image Metrics sceglie Emily O'Brien http://www.emilyobrien.net/ per mostrare al mondo - digitale e non - quello che sa fare: la "creazione" di un personaggio digitale.

La famosa attrice si ritrova da adulta a convivere con una sorella gemella, Emily.
Lo stesso nome, ma che suona già diverso: Emily.

Quando vedremo la sua immagine verrà spontaneo domandarsi "qualedelledue?", "veroofalso?"
Servirà comunque a porsi dei dubbi su quello che vediamo.

Nel 1994 - dopo aver visto Tom Hanks "incontrare" Kennedy nel film Forrest Gump - ho iniziato a dubitare della realisticità dei filmati che vedevo. (N.B. compresi quelli dei telegiornali).
Ancora oggi Forrest Gump mi rammenta che il dubbio non è piacevole ma la certezza è ridicola.

(Immagine dal sito ufficiale di Emily O'Brien http://www.emilyobrien.net/projects/image_metrics.php)