Visualizzazione post con etichetta privacy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta privacy. Mostra tutti i post

venerdì 26 marzo 2010

Se dovesse capitare, rinuncio alla privacy

-

Mi capita spesso di chiedere notizie di qualcuno e di ricevere risposte vaghe: "Non si sa...non stava bene, non l'abbiamo più vista, sarà in ospedale, ma dove? chi lo sa...è stanco..."

Viene invocata la privacy e le domande si spengono lentamente, insieme ai sentimenti, ai desideri, ai ricordi. Insieme ai gesti più semplici che vorresti fare, una telefonata,  un biglietto, un esseemeesse, un fiore, una visita.

Se dovesse capitarmi quello che accade a tanti, per quanto vale scriverlo su un blog, io rinuncio alla privacy.

Rinuncio già sin d'ora a questo diritto inutile, per ricevere dalle persone che ho conosciuto  il gesto più semplice che vorranno fare, una telefonata, un biglietto, un esseemmeesse, un fiore e, se è possibile, una visita.



-

martedì 26 gennaio 2010

L'inganno del *salva con nome*


Quante volte lo abbiamo fatto! con file, immagini, documenti, fotografie, video, lettere, etc.
Abbiamo pensato di salvarli e ci siamo sentiti organizzatori, classificatori, archivisti e, confessiamolo, anche un poco eroi: poi l'hardware ci ha tradito.

Chi non ha vissuto l'esperienza di un hard disk guasto, una chiavetta usb rubata  o un dvd segnato ed illeggibile?


La non materia e la materia fuse: le nostre preziosissime informazioni stanno proprio lì, salvate - da noi salvatori - su qualcosa che non funziona più, oppure su qualcosa che non abbiamo più. Ricordo un'intervista a Francis Ford Coppola che, sconsolato, raccontava di aver subito il furto del suo pc: non aveva fatto alcun back up, aveva perso il lavoro di anni. Più recentemente alcuni amici - regolarmente forniti  di numerosi hard disk esterni e masterizzatori -  raccontavano di aver "smarrito" alcuni documenti importanti, causa la pigrizia...

(Una mia professoressa diceva “metodo, occorre metodo”.)


Suggerimenti?

martedì 7 ottobre 2008

Elogio della Privacy

Son sempre i migliori quelli che se ne vanno, quando abbiamo cominciato ad apprezzarla, ci aveva lasciati.
L'avevo incontrata qualche volta,: piuttosto riservata - assomigliava vagamente a una sua coetanea, la libertà - ma molto amata. Ancora oggi nella nostra comunità vi sono suoi paladini, difensori, garanti, tutori, anche protettori (con ciò non vorrei confondere).
------------------------
Acconsente? è la solita domanda accanto alla quale devi porre una piccola crocetta, puoi anche non metterla ma se non lo fai, non ti viene dato nulla, nemmeno un numero di telefono, una e-mail, un'assicurazione obbligatoria (dolce contrasto), una fattura, persino il dentista non mi toglie più una carie.
Così acconsento, va bene firmo, se passa troppo tempo mi devono strappare il dente, così acconsento.

In sintesi: definizione di uno stato a cui hai diritto ma che ti viene tolto per garantirtene il possesso.
Altre definizioni sono gradite.

(Immagine: Pandora, John William Waterhouse)

venerdì 12 settembre 2008

1984, Watching You

Leggo spesso Vitadigitale (di cui riporto il post del 10/9 ed il mio commento).
Nota su George Orwell: ho sempre pensato che in 1984 avesse visto un futuro abbastanza reale, presentato nel suo libro ovviamente in forma estrema, e non ho dimenticato la sua lezione circa la strumentalizzazione delle paure dei protagonisti. Come tanti, temo i topi.
1984 è un libro che rimane attuale, anzi che diventa attuale.
E' stato aperto da poco un blog postumo di George Orwell dove - chi conosce bene l'inglese - può leggere i suoi appunti, giorno per giorno, dal passato a oggi. (http://orwelldiaries.wordpress.com/aries.wordpress.com/)

(Immagine: dal sito http://www.audiobookss.com/)

da Vitadigitale 10/09/08
Post:
Grandi fratellini
Scritto da: Federico Cella alle 13:52
Il sindaco Bloomberg ha invitato i cittadini di New York a usare il buon senso nello sfruttare il nuovo sistema che fa capo al Real Time Crime Center. Un invito quantomeno inusuale, arrivando da un'autorità, e trattandosi di un argomento assai delicato come il crimine e la sua denuncia. I primi media americani che hanno riportato la notizia, l'hanno fatto con entusiasmo. E l'argomento è senz'altro interessante e dallo sviluppo futuro, grazie ovviamente alle nuove tecnologie, sempre più diffuse, piccole e di facile uso. Ma i possibili sviluppi distorti, denunce di vicini contro vicini odiati, di colleghi contro colleghi antipatici, di automobilisti contro automobilisti arroganti, sono tanti e rischiosi. Cosa ne pensate?

Commento:
Non si meraviglierebbe George Orwell, al cui libro più noto si richiama il titolo del post.
Ma anche noi non ci meravigliamo ormai più, la tecnologia è entrata nella nostra vita subdolamente, per mezzo di strumenti utili che diventano piano piano indispensabili, dal telefonino a Internet. E’ entrata nella nostra vita, semplificandola e complicandola contemporaneamente - sia dal punto di vista pratico che dal punto di vista etico.
Il suo "cosa ne pensate" meriterebbe molti commenti, anche lunghi, ma apparteniamo a un mondo dove la sintesi è fondamentale per sopravvivere.
Per rispondere in breve alla sua domanda posso indicare alcune considerazioni, uno: che ogni strumento ha in sè risvolti positivi e negativi, due: che la denuncia dei singoli prevede un’analisi critica e una corretta interpretazione di quello che sta accadendo, tre: che quanto inviato venga poi analizzato e correttamente interpretato da chi deve prendere provvedimenti , quattro: che quanto inviato non venga manipolato né prima né dopo, cinque: la richiesta di Bloomberg sembra una richiesta di aiuto, che altro dire?
Pheqof, 12/9/2008


mercoledì 27 agosto 2008

Burn after reading


Sul sito http://www.burnafterreading.com/ si può vedere la presentazione del nuovo film dei fratelli Coen. Una locandina rossa, sangue che non manca mai, una esplosione di colori e creatività che contraddistingue i loro lavori, che combina vita e morte in un cocktail dolce-amaro.


Ma è sul titolo che volevo ragionare: Bruciare dopo la lettura.

Un titolo stravagante, come i fratelli registi : magari potessimo eliminare con il fuoco una informazione dopo esserne venuti a conoscenza o dopo averla data a qualcuno, magari potessimo bruciare - nel senso cancellare - l'atto precedente o successivo la decisione di fare qualcosa.
Lasciamo i "segni" delle nostre azioni ovunque, al telefono, al bancomat, per strada, al computer, nella posta elettronica, dal medico, inbarbaallaprivacy.

Accontentiamoci di vedere cosa suggeriscono Ethan e Joel Coen, immaginando già che si tratta dell'eliminazione totale di ciò che contribuisce a realizzare qualcosa: oggetti, persone, immagini, video, testi, ecc. ecc.