Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post

sabato 20 marzo 2010

La differenza apprezzabile


Nell'estate del 1995 acquistai un libro edito da Sperling & Kupfer:  le lettere argentate del  titolo "essere digitali" spiccavano sulla copertina nera, costava trentaduemilalire. Dopo averlo letto l'ho sistemato tra nostri libri pensando che, trascorsi almeno dieci anni, sarebbe valsa la pena di rileggerlo. Oggi l'ho fatto e confesso che la prima cosa che si nota è che, se sono passati quindici anni,  sembrati trascorsi quindici secoli da quando Nicholas Negroponte lo ha scritto.

Un susseguirsi di  JND "Just Noticeable Difference" (la differenza appena apprezzabile) hanno determinato una differenza apprezzabile.
Come scriveva Negroponte, ora siamo asincroni e viviamo in "un posto senza posto" dove il mezzo non è più il messaggio.

Più avanti? leggiamo l'inizio del capitolo "R2D2 in 3D":
"Un giorno o l'altro del prossimo millennio i nostri nipoti o pronipoti guarderanno una partita di football (se si chiamerà ancora così.) spostando il tavolino del caffè (se si chiamerà ancora così) e lasciando che dei giocatori alti 20 centimetri corrano nel soggiorno (se si chiamerà ancora così) passandosi l'un l'altro un pallone di un paio di centimetri di diametro. Questo modello è l'esatto opposto di come in origine ci si immaginava la RV. La rivoluzione sarà perfetta in ogni punto e da ogni punto di osservazione. In qualunque direzione guardiate vedrete dei pixel tridimensionali (detti anche voxel o boxel) galleggiare nello spazio".

sabato 13 marzo 2010

Una Rete unica, libera e accessibile a tutti

"Un seul Internet, libre et accessible à tous."
Usa queste parole Reporters Sans Frontieres per sostenere la giornata mondiale contro la cyber censura; quest'anno RSF ha assegnato il primo “Premio Netizen” a  Change for Equality, consegnandolo ieri alla blogger iraniana Parvin Ardalan, una delle fondatrici del sito web.

Donna e giornalista, Parvin vive, scrive e lavora nel suo paese: "La mia vita è in Iran, e voglio fare qui la mia battaglia". Ieri, al momento della consegna del premio, lo ha dedicato a coloro che sono in carcere per aver lottato per la libertà di espressione nel suo paese.

Forse non ci sorprende sapere che tra i paesi in cui è apertamente violata la libertà di accesso a Internet ci sono l'Arabia Saudita, la Birmania, la Cina, la Corea del Nord, Cuba, l’Egitto, l’Iran, l’Uzbekistan, la Siria, la Tunisia, il Turkmenistan, il Vietnam, la Giordania, il Kazakhstan, l’Afghanistan e l’Iraq.

Ci meraviglia maggiormente invece scoprire che sono democratici molti dei paesi che cercano di limitare la libertà in Rete con l'appplicazione di leggi che vengono introdotte con l'intenzione dichiarata di proteggere qualcuno o da qualcuno.

Ancora una volta la Rete è lo specchio della vita e della società.

mercoledì 13 gennaio 2010

Dove è la verità sul Web?

Dopo aver letto ieri l’articolo di Gianni Riotta  Cara, vecchia internet vai sul sito http://www.verità/,  mi è rimasta una sgradevole sensazione che non sono ancora riuscita a cancellare. Mi spiego meglio: quello che Riotta ha scritto, appoggiandosi alle idee espresse nel libro di Jaron Lanier, egli avrebbe potuto farlo con i suoi pensieri, le sue idee, le sue parole.
“Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”, scriveva Emerson nel 1849 ed è un suggerimento valido, oggi, per aggiungere idee alle idee, per migliorare la qualità dei contributi.

Per quanto possa valere nell’immensità del Web, nel merito penso che la novità sta nelle persone, così come in loro sta la libertà, l’educazione e la capacità di partecipare al mondo esterno e di condividere, parola tanto di moda! Penso anche che è inutile cercare la differenza tra il mondo reale e il Web: in entrambi è possibile operare apertamente o nell’anonimato, selvaggiamente o educatamente, in autonomia o al seguito di altri. E che è possibile dare il giusto valore ai pareri di persone semplici e di Premi Nobel, possono convivere! sia nel mondo reale che nel Web.

(il post di oggi è il commento che ho  lasciato stasera in Manteblog Il declino è una ipotesi)

martedì 5 gennaio 2010

Tanti autori per un post

Anche i blogger soffrono di  narcisismo! Se la mitologia greca ci presenta Narciso così attratto dalla bellezza della propria immagine fino a cadere ed annegare nell'acqua in cui si rispecchia, quella che in futuro sarà la mitologia internettiana immaginerà i blogger vagare eternamente nella blogosfera.
Mi spiego: ho notato che alcuni blogger, quando si avvicina il termine di un anno o l'inizio di uno nuovo, non resistono alla tentazione di fare un bilancino del proprio blog con relativa presentazione de "i 10 post migliori dell'anno".

Ciò che vi posso proporre io è uno dei post:  "Se dovesse capitare, spero ci sia qualcuno di buon cuore" : mi ha insegnato che ognuno di noi ha più dubbi che certezze, mi ha dato la possibilità di scambiare idee con altri, ha dato il via ad un lungo ragionamento fra coloro, per lo più sconosciuti, che hanno commentato nei giorni a seguire. Infine, mi ha fatto capire che i blogger non sono attori unici, nè primedonne. Stanno sul Web con i loro dubbi, spesso maggiori delle certezze.

domenica 3 gennaio 2010

"E ricordatevi di non copiare mai!"

Nel 1849 Ralph Waldo Emerson scriveva nei Diari, a proposito dell'argomento immortalità: "Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu".

Chissà come avrebbe commentato oggi, navigando in Rete, dove le citazioni si moltiplicano. Non mi riferisco a quelle famose: vengono riportati articoli, messaggi, post, video, brani di tesi di laurea, stralci di presentazioni, ecc. Persino nei blog di professionisti capita di leggere scritti di qualcun altro, presi in prestito e tradotti.
Se è difficile proporre un pensiero nuovo, pur non essendo tutti ottimi scrittori, è pur vero che qualche idea personale l'avremo. Per questo, mi torna alla memoria - e quanto aveva ragione! - la mia professoressa di italiano che, con il dito alzato e l'aria severa, ci diceva: "E ricordatevi di non copiare mai!"


domenica 19 luglio 2009

www.italia.it L'Italia va in Rete, farà goal?


"Benvenuti in Italia" è il messaggio di apertura del nuovo sito italiano dedicato al turismo. Attivato da pochi giorni, sotto il patrocinio del Ministro del Turismo, ha movimentato il fine settimana dei blogger ed in questi due giorni dalla Rete sono arrivati molti commenti, tante critiche e qualche suggerimento.
Ho voluto fare una "mini-indagine" via e-mail, risultato: critiche dagli addetti ai lavori, reazioni positive dai non addetti.
Forse i blogger e la blogosfera - o blogopalla che dir si voglia - sono un mondo ancora chiuso? oppure, come sostengono tanti, siamo tutti noi?
Se siamo noi, anche http://www.italia.it/ - un poco - ci rappresenta. Cosa ne pensate?

lunedì 30 marzo 2009

I Forum, altri spazi di confronto


Autore del post Maurizio.

(I Forum sono per me luoghi misteriosi, non avendovi mai partecipato in prima persona, non avrei saputo cosa scrivere. Dunque, ho chiesto a Maurizio, che invece ne ha esperienza diretta, di preparare il post. Lui lo ha preparato e io lo pubblico.)

In questi tempi di incertezze, di cambiamenti profondi, proprio ora, è massima la voglia di dibattere, discutere, confrontarsi con altri nei vari forum.

Pensate possa essere indice dell'incapacità di rapportarsi direttamente con le persone, o comunque di un disagio? Il fatto di non conoscere colui che sta discutendo con voi, quindi comunicare con un ipotetico interlocutore, vi mette più a vostro agio? Oppure i forum sono luoghi virtuali dove trovare risposte reali?

lunedì 16 marzo 2009

I blog, nuovi spazi di confronto

All'inizio era la blogosfera, vuota ed immensa; oggi popolata da un innumerevoli blog - nessuno azzarda un nunero - che si moltiplicano come cellule feconde in un universo in espansione.

Come definirli? un po’ sito ed un po’ forum, semplici da creare e pubblicare, luoghi di confronto informale e di libera discussione, comunità di interessi,...sicuramente, spazi dove informazioni e opinioni circolano in tempo reale. Ignorati all'inizio, snobbati poi, i loro indirizzi si sono ora aggiunti nei biglietti da visita di molte personalità, accanto al numero di telefono.

Media virtuali? No, assolutamente reali, come lo sono le persone che li scrivono e quelle che commentano. Il mio nome è Grazia e vi assicuro che esisto, le esperienze di Maurizio sono vere e così le idee di Carol, Veggie, Annamaria, Patty, Francesco, Luciano, Franco, Marty, Giannina, Lucetta, persino la Signora G è reale, ha solo scelto uno pseudonimo, ed ha condiviso con noi la sua esperienza, reale.

Ho visitato molti blog...un mondo tutto da scoprire. I migliori dovrebbero essere quelli dei giornalisti: non è detto, perchè alcuni di loro li vedono come una minaccia all'informazione tradizionale... Ad un mio intervento di ottobre su Zetavu di Vittorio Zambardino, alla domanda (provocatoria) "Quanti blog ci saranno ancora fra sei mesi?" ho risposto "Un numero superiore rispetto a quelli attuali".

I blog continueranno a moltiplicarsi nella blogosfera in espansione,
nuovo spazio di confronto fra le persone, voi che ne pensate?
-----
Parallelo a questo argomento Annamaria ha pubblicato un post sul suo blog, (qui il link al post "Oltre lo schermo")
(Last Update 24/03/2009)

sabato 7 marzo 2009

Books Google: abbiamo una nuova biblioteca "universalmente accessibile"

Abbiamo tutti una nuova biblioteca http://books.google.it/ Una rivoluzione per l'editoria, un salto in avanti senza precedenti.
Con poche righe di comunicazione sulla Rete, Google annuncia:


"Tre anni fa, l'associazione degli autori americani Authors Guild, l'associazione degli editori americani AAP e un altro gruppo di autori ed editori intentarono una causa di azione di categoria contro Google Ricerca Libri.
Oggi siamo lieti di annunciare che la causa è stata chiusa e che lavoreremo a stretto contatto con questi partner del settore per mettere online una quantità persino maggiore dei libri presenti al mondo. Insieme, raggiungeremo mete ancora più ambiziose di quelle che ci
saremmo potuti prefiggere da soli, per garantire vantaggi duraturi ad autori, editori, ricercatori e anche ai lettori. "


Naturalmente ho creato subito la mia biblioteca ed inserito il primo libro, la Divina Commedia, edizione del 1868, Pubblicata da Barbèra, il cui originale è disponibile presso la Oxford University.


Grazie, Google

venerdì 30 gennaio 2009

Internet, cambia la vita?

Girando sulla Rete ho trovato "Le 5 cose che Internet ha fatto sparire" un video molto carino che vi propongo...guardatelo qui, su ICTV.

Ebbene sì, dobbiamo ammetterlo, cambiamenti ce ne sono stati negli ultimi anni e altri ne verranno.

Possiamo dire che Internet ha cambiato la vita?

mercoledì 22 ottobre 2008

La tristezza e la Signora "G"

Leggevo qualche giorno fa che l’arrivo dell’autunno rende più tristi, così ho cercato su Google i blog che parlano di tristezza nell’ultimo mese: ne sono apparsi più di 18.000 . Ho pensato che nel mese di luglio il numero potesse essere inferiore, invece erano più di 20.000, ho puntato sulla primavera, mese di maggio: peggio, più di 21.000.
Dopo averne letto qualcuno, la tristezza mi ha sovrastato: troppi, tanti e come consolarli/consolarle tutti/e?
Avrei voluto scrivere qualcosa, ma è impossibile scegliere nella quantità: Internet metafora del mondo, quante volte si desidera aiutare qualcuno.....
Ho rinunciato, ci dedicherò un po’ di tempo in primavera, forse sarò più preparata.

A dir la verità qualche volta anch’io vengo presa dalla tristezza: quando mi domandano come va, rispondo “bene”, con i più intimi “non hai una domanda di riserva?”.
In quel caso ho un antidoto, un piccolo segreto: una persona, che qui chiamerò la Signora "G", mi invia spesso in posta elettronica bellissimi messaggi – foto, musica e testi – che archivio in una cartella – sul desktop, nominata G, abbreviazione di “gioia” – e lì guardo....
Ho trovato un pensiero, avrei voluto metterlo in ognuno dei 18.000 blog di ottobre, poi ho fatto il conto: 3 minuti per blog per 18.000, diviso 60, diviso 8: totale 113 giorni, no non potevo proprio.
Quindi lo riporto qui:
“……..Che voglia ho avuto di restare ozioso a letto qualche mattina! ma non l’ho fatto….
perché so che esistono milioni di esseri che vorrebbero alzarsi e muoversi ma non possono, ammalati, anziani impediti, prigionieri, profughi…”

Grazie Signora G

sabato 18 ottobre 2008

Donne nella rete

(Post semi serio sul gentil sesso in Rete)

Anche la blogosfera è popolata da persone di diverso sesso, direte: “non c’era bisogno di scrivere un post”.
Voglio dire che i "blogger " sono uomini e donne
ma sottolineare che le identità in Internet sono molto vaghe, più difficili da accertare e definire (la cara parità dei sessi sulla rete si realizza finalmente!)
e anch’io, che sono un baldo giovanotto di trent’anni, solo e alla ricerca di contatti, ho aperto un blog al femminile (non è vero, ma sarebbe possibile).

Un breve giro virtuale nel Cyber Universo Femminile ci porta
qui http://www.sorelleditalia.net/, (dietro ad ogni blog c'è una grande donna)
qui (Elastigirl) http://nonsolomamma.splinder.com/, che ha "due hobbit, di sesso maschile...e un marito part-time)
anche qui http://www.pianetamamma.it/donna-e-mamma/blog-di-mamme-e-qualche-papa.html ("tradizional chic" con apertura ai maschietti) e qui http://www.dols.net/ (il sito delle donne)

E poi migliaia e migliaia di donne, il CUF non si esaurisce certo in queste poche righe,
segnalate se volete


(Immagine "La Gioconda di Leonardo non è Monna Lisa", dal sito http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a7.09.06.14.57)

giovedì 14 agosto 2008

L'allarme del giurista:il bavaglio su internet aspetta solo un grande pretesto


Ho trovato un interessante articolo (che riporto di seguito) che contiene alcune dichiarazioni e previsioni circa Internet del Prof..Lessing.
Speriamo non si avverino.

(Articolo originale:Law Professor: Counter Terrorism Czar Told Me There Is Going To Be An i-9/11 And An i-Patriot Act di Steve Watson
Infowars.net 5 agosto 2008

(Immagine: Lawrence Lessing)

Traduzione di Pino Cabras http://pino-cabras.blogspot.com/

Sono emerse delle rivelazioni stupefacenti in relazione ad alcuni attuali piani governativi che intendono mettere mano al funzionamento di internet per applicare restrizioni e controlli molto più estesi sul web. Il professor Lawrence Lessig, un autorevole giurista della Stanford University, nel rivolgersi al pubblico che quest’anno presenziava alla conferenza Brainstorm Tech - organizzata da Fortune a Half Moon Bay, in California – ha dichiarato che «sta per accadere una specie di ‘11 settembre di internet’», un evento che catalizzerà una radicale modifica delle norme che regolano la Rete.Lessig ha anche rivelato di aver appreso nel corso di un pranzo con l’ex “Zar” governativo del controterrorismo, Richard Clarke, che c’è già un 'cyber-equivalente' del Patriot Act, una sorta di ‘Patriot Act per la Rete’, mentre il Dipartimento della Giustizia è in attesa di un evento cyber-terroristico per poterne applicare le norme.Durante una sessione di un gruppo di discussione, intitolata “2018: Vita sulla Rete”, Lessig ha dichiarato:
«Sta per accadere una specie di ‘11 settembre di internet’ (“an i-9/11 event” nell’originale, NdT). Il che non significa necessariamente un attacco di al-Qā‘ida, bensì un evento in cui l’instabilità o l’insicurezza di internet diventi manifesta durante un fatto doloso che poi ispira al governo una reazione. Dovete ricordarvi che dopo l’11 settembre il governo ha predisposto il Patriot Act in appena 20 giorni e lo ha fatto approvare».
«Il Patriot Act è bel mattone e ricordo qualcuno che chiedeva a un funzionario del Dipartimento della Giustizia come avessero fatto a scrivere un cosi vasto corpus giuridico in così poco tempo, e ovviamente la risposta fu che esso se ne era stato buono buono dentro i cassetti ministeriali per tutti gli ultimi 20 anni, in attesa di un evento che lo avrebbe fatto tirar fuori di lì.»«Naturalmente il Patriot Act è pieno di ogni sorta di follia su come i diritti civili vengono protetti, o non protetti in questo caso. Perciò mentre pranzavo assieme a Richard Clarke gli ho chiesto se ci fosse un equivalente, se c’era per caso un ‘Patriot Act per la Rete’ dentro qualche cassetto, in attesa di un qualunque considerevole evento da usare come pretesto per cambiare radicalmente il modo in cui funziona internet. Disse: “Naturalmente sì”».Lessig è il fondatore del Center for Internet and Society alla Stanford Law School. È membro fondatore di Creative Commons, fa parte del consiglio di amministrazione della Electronic Frontier Foundation nonché del Software Freedom Law Center.È ancora più noto quale proponente di riduzioni nelle restrizioni legali nei confronti dei diritti d’autore, dei marchi e dello spettro delle frequenze radio, specie nelle applicazioni tecnologiche.Questi non sono dunque i vaneggiamenti di un qualche smanettone paranoico.Il Patriot Act, così come il meno conosciuto provvedimento denominato Domestic Security Enhancement Act 2003 (altrimenti noto come Patriot Act II), sono stati universalmente condannati dai difensori dei diritti civili e dai costituzionalisti collocati lungo tutto l’arco delle posizioni politiche. Queste leggi hanno sguarnito i diritti fondamentali e modellato quel che perfino i critici più moderati hanno definito come un “controllo dittatoriale” ceduto al presidente e al governo federale.Molti credono che la legge fosse una risposta agli attentati dell’11/9, ma la realtà è che il Patriot Act è stato preparato ben prima dell’11/9 e se ne stava in sospeso, pronto per un evento che ne giustificasse l’applicazione.Nei giorni successivi agli attentati, la legge fu approvata dalla Camera dei Rappresentanti con una maggioranza di 357 a 66. Al Senato fu approvata con 98 voti a favore e un solo voto contrario. Il parlamentare repubblicano texano Ron Paul dichiarò al «Washington Times» che a nessun membro del Congresso fu nemmeno consentito di leggere il provvedimento.Ora scopriamo che quasi la stessa normativa restrittiva per le libertà è stata già preparata per il cyberspazio.Un “11 settembre di internet”, così come descritto da Lawrence Lessig, offrirebbe il pretesto perfetto per applicare simili restrizioni in un solo colpo, nonché di offrire la giustificazione per emarginare ed eliminare specifici contenuti e informazioni presenti nel web.Un tale evento potrebbe presentarsi nella forma di un grande attacco virale, un hacking dei sistemi di sicurezza o dei trasporti ovvero di altri sistemi vitali di una metropoli, o una combinazione di tutte queste cose. Considerando la quantità di domande senza risposta riguardanti l’11/9 e tutti gli indizi sul fatto che fosse un’operazione deviata sotto copertura, non è difficile immaginare un evento simile dispiegarsi nel cyberspazio.Tuttavia, anche lasciando perdere qualsiasi “11 settembre di internet” o “Patriot Act per la Rete”, c’è già uno sforzo coordinato mirante a circoscrivere il raggio d’azione e l’influenza di internet.Abbiamo instancabilmente lanciato l’allarme su questo movimento generale teso a restringere, censurare, controllare a alla fine bloccare del tutto internet così come oggi la conosciamo, uccidendo in quel modo le ultime vere vestigia della libertà di parola oggi nel mondo ed eliminando il più grande strumento di comunicazione e informazione mai concepito.I nostri governi hanno pagine e pagine di norme compilate per mettere le ganasce all’attuale Rete. provvedimenti quali il PRO-IP Act del 2007 /H.R. 4279, inteso a creare uno ‘zar degli IP’ presso il Dipartimento della Giustizia, oppure l’Intellectual Property Enforcement Act of 2007/S. 522, mirante a creare un intera “rete di rafforzamento della proprietà intellettuale”. Non sono che due esempi.Inoltre, abbiamo già visto in che modo i più grandi siti web privati e i social network si stiano concentrando e convergano per realizzare sistemi onnicomprensivi di identificazione, verifica e accesso che sono stati descritti dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, come «l’inizio di un movimento e l’inizio di un’industria.»Alcune di queste grandi società tecnologiche hanno già unito gli sforzi su progetti quali la Information Card Foundation, che ha proposto la creazione di un sistema di carte d’identità per internet che saranno richieste per entrare in Rete. Naturalmente un tale sistema darebbe a chi lo gestisse la capacità di rintracciare e controllare l’attività degli utenti con molta più efficacia. Questo è solo un esempio.Non basta. Come abbiamo già raccontato, i più grandi hub dei trasporti, come St. Pancras International, o anche le biblioteche, le grandi imprese, gli ospedali e altre grandi strutture aperte al pubblico che offrono internet wi-fi, stanno mettendo in lista nera i siti web di informazione alternativa rendendoli del tutto inaccessibili ai loro utenti.Questi precedenti sono semplicemente il primo indicatore di quanto viene pianificato per internet nei prossimi 5-10 anni, con il web ‘tradizionale’ in via di divenire poco più che una vasta banca dati spionistica che cataloga ogni attività delle persone e le bombarda di pubblicità, mentre coloro che si conformano al controllo e alle regole centralizzate saranno liberi di godere del nuovo e velocissimo Internet 2. Dobbiamo parlar chiaro riguardo a questa spinta irruente che mira ad applicare meccanismi di stretto controllo sul web, e farlo ADESSO prima che sia troppo tardi, prima che la spina dorsale di un internet libero si rompa e il suo corpo diventi in sostanza paralizzato senza rimedio.