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giovedì 15 luglio 2010

Addio vecchio tavolo in formica

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Cosa è un tavolo se non un'asse con quattro gambe che la tengono sospesa..... eppure oggi, in cucina da mia madre, quando stavo smontando "quel" tavolo , ritornavano alla mente tantissimi ricordi...quella corda legata alla gamba...


Cene, pranzi, feste, gioie , speranze e delusioni, urla, il fasciatoio appoggiato, la prima busta paga ..... otto bulloni da svitare e nel frattempo ricordi, immagini....ma dovevo proprio rottamarlo questo pezzo di legno che mi sembrava così vecchio?... e, proprio mentre esco dalla porta, mia madre mi guarda e mi dice- sai che mi spiace...- ma...è un pezzo di legno con quattro gambe cromate!!... - le rispondo, dandole un buffetto sulla guancia...


Quando l'ho scaricato dalla macchina e l'ho lanciato nel cassonetto del legno, mi è sembrato intravedere quattro bambini felici seduti sopra, come fosse un tappeto volante...Grazia Luciano Maurizio e Patrizia...addio vecchio tavolo in formica.



(grazie per questo scritto, a Luciano)
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sabato 22 maggio 2010

Cuore di Edmondo De Amicis, un blog di fine Ottocento

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"Un perfetto blogger..." ho pensato, guardando oggi una vecchia edizione del libro  "Cuore", con le illustrazioni di Frigerio e Rizzato, stampata nel 1959 in occasione del cinquantenario della morte di Edmondo De Amicis.

(Avevo ricevuto il libro "Cuore" in regalo dai miei genitori: l'ho letto e sfogliato molte volte e le  immagini suscitano sempre nuove sensazioni e nuovi ricordi.)

Scrive De Amicis nella brevissima prefazione: "...si potrebbe intitolare: Storia d'un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d'una scuola municipale d'Italia....Egli notava man mano in un quaderno, come sapeva, quello che aveva visto, sentito, pensato, nella scuola e fuori..." .
 
Ogni capitolo è un mese, da ottobre a luglio: la prima annotazione "lunedì, 17" si intitola "Il primo giorno di scuola". Con cadenza mensile, oltre ai suoi appunti, l'autore presenta un  racconto, che verte  intorno alla figura di un personaggio adolescente.

Racconti d'altri tempi.
La storia di Giulio, il piccolo scrivano fiorentino, che copiava nottetempo indirizzi su mucchi d fasce bianche "rifacendo appuntino la scrittura di suo padre", per aiutarlo di nascosto ad aumentare gli scarsi guadagni.
"Centosessanta ne scrisse: una lira! Allora si fermò, rimise la penna dove l'aveva presa, spense il lume, e tornò a letto, in punta di piedi".
Il racconto del ragazzo in viaggio su un piroscafo francese, "mal vestito, solo, che se ne stava sempre in disparte, come un animale selvatico..." che riceve l'elemosina da alcuni viaggiatori stranieri; "Erano una piccola fortuna per lui quei denari", poi sente i loro commenti sprezzanti sull'Italia e gli italiani e "una tempesta di soldi e di mezze lire si rovesciò sulle loro teste e sulle loro spalle, e saltellò sul tavolo e sull'impiantito con un fracasso d'inferno. "Ripigliatevi i vostri soldi...io non accetto l'elemosina da chi insulta il mio paese".

Parole d'altri tempi, come l'invito che il maestro Perboni rivolge ai suoi ragazzi all'inizio della scuola: «Mostratemi che siete ragazzi di cuore».

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giovedì 18 marzo 2010

Era, come si dice, un padre d'altri tempi

Quando nostro padre si è ammalato, noi eravano giovani ed anche lui lo era. Era affascinante - questo ogni figlia lo dice del proprio padre - pieno di vita e di progetti per il suo futuro ed il nostro. Sapeva parlare ma non sprecava le parole ed un suo cenno valeva per noi un discorso;  era, come si dice, un padre d'altri tempi.
Quando lui ci ha lasciato, noi abbiamo scritto testo e musica di una canzone. Spesso ci troviamo - qualche volta le ore passano lente - e le note della chitarra accompagnano le parole di De Andrè e di Battisti. Della nostra canzone,  accenniamo accordi e parole senza arrivare alla fine;  si è mutata in una poesia,  senza titolo.



(una strofa mi ritorna sempre alla memoria
...ma è a lui e non più a te
che ora serve una mano
è lui che ora stanco
ti vuole al suo fianco...)

venerdì 5 febbraio 2010

Il silenzio perduto


Il freddo e la neve, la luce gelida di oggi e le lunghe ore di questa serata, 
mi hanno riportato alla memoria il silenzio di Eluana.

Un silenzio, il cui senso interiore non abbiamo potuto conoscere,
che ha ci ha interrogati più di mille parole.







(senza commenti)
pheqof@gmail.com

venerdì 1 gennaio 2010

"Non c'è maggior premura...

...che quella di ringraziare", diceva sempre mia nonna.
Quindi oggi, primo giorno del nuovo anno, voglio dire grazie alla piccola *squadra* che un mese fa ha contribuito, in modi diversi, alla realizzazione del video di auguri che ho pubblicato su You Tube.
Voglio ringraziarli perchè ognuno di loro ha dato qualcosa di suo per trasmettere un messaggio - "in qualche modo, scomodo" -  che è arrivato ad oltre tremilaottocento persone in quattro settimane.

Perciò, dico grazie a Silvano per aver trovato il video converter che ha reso la qualità ottimale ai diversi filmati che avevo selezionato.
Un grazie speciale alla Signora G per le indicazioni che mi ha dato nella scelta degli argomenti da trattare ed a Rossana per i suggerimenti ricevuti nella ricerca dei video.
Grazie..ai  3.800 sconosciuti che hanno visto in queste settimane "Tanti auguri scomodi" e a Giulio, che ogni giorno, controllava quante persone lo guardavano.





Ultimo della lista, non certamente in ordine di importanza
grazie a Don Tonino Bello, dalla cui lettera di Natale, scritta molti anni fa con il linguaggio che arriva diretto al cuore delle persone, ho tratto le parole.



mercoledì 30 dicembre 2009

Nota di fine d'anno

Per il post di chiusura di quest'anno mi sarebbe piaciuto pubblicare un'immagine di giovani studenti che parlano, sorridono, studiano, si scambiano  idee e progettano; e, a commento, i loro nomi.

Loro potrebbero rappresentare le speranze per il nuovo anno; potrebbero simboleggiare lo spirito di avventura, indispensabile per affrontare le nuove sfide e, con la necessaria leggerezza,  avviarsi verso il nuovo decennio, senza gli inutili timori di chi, prima di proseguire, si guarda indietro.

Alla fine, ho scelto di non pubblicare alcuna immagine e non scrivere i loro nomi a commento.


*Questa nota di fine anno è dedicata ai ragazzi e alle ragazze che stavano alla Casa dello Studente - e da là non sono riusciti a fuggire - la notte del sei aprile duemilaenove*