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martedì 2 novembre 2010

Noi. Incapaci di sopportare il silenzio e la tristezza.

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Nel mare di parole che ci circondano, qualche giorno fa ho letto una riflessione di Ilvo Diamanti intitolata "Paura del silenzio", nella quale ho trovato molti spunti di meditazione.

Sì, certo! meditazione e riflessione sono parole ormai poco usate, sono atteggiamenti poco usuali.
Eppure, ogni tanto, servono.
Staccare con tutto quello che ci circonda, in particolare con le voci e i rumori che cercano di sommergere i nostri pensieri, ogni tanto, serve.

E in questi giorni che, in fondo, ci riportano al passato e ci spingono verso il futuro - una stagione splendente alle spalle, un nuovo inverno che si avvicina - anch'io mi sono presa qualche settimana di pausa.

Qualche sera ho spento la televisione. Ho sospeso la lettura delle e-mail per qualche giorno, scoprendo che tra le 346  ricevute in pochi giorni, non ce ne era nemmeno una di un amico. Qualche sera non ho acceso il computer e per qualche settimana non ho scritto sul mio blog. Ho riletto Novembre di Pascoli, cercando di sentire nel cuore "del prunalbo l'odorino amaro".
 
Queste notti, nel silenzio, ho ascoltato a lungo le dolci storie che mi raccontavano le mille gocce di pioggia che scendevano.
Cercando di imparare a sopportare il silenzio e la tristezza.
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giovedì 15 luglio 2010

Addio vecchio tavolo in formica

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Cosa è un tavolo se non un'asse con quattro gambe che la tengono sospesa..... eppure oggi, in cucina da mia madre, quando stavo smontando "quel" tavolo , ritornavano alla mente tantissimi ricordi...quella corda legata alla gamba...


Cene, pranzi, feste, gioie , speranze e delusioni, urla, il fasciatoio appoggiato, la prima busta paga ..... otto bulloni da svitare e nel frattempo ricordi, immagini....ma dovevo proprio rottamarlo questo pezzo di legno che mi sembrava così vecchio?... e, proprio mentre esco dalla porta, mia madre mi guarda e mi dice- sai che mi spiace...- ma...è un pezzo di legno con quattro gambe cromate!!... - le rispondo, dandole un buffetto sulla guancia...


Quando l'ho scaricato dalla macchina e l'ho lanciato nel cassonetto del legno, mi è sembrato intravedere quattro bambini felici seduti sopra, come fosse un tappeto volante...Grazia Luciano Maurizio e Patrizia...addio vecchio tavolo in formica.



(grazie per questo scritto, a Luciano)
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domenica 23 maggio 2010

Inter campione d'Europa: una vittoria vista con gli occhi del cuore

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torno ora da piazza duomo...
colori, suoni, rumori, urla, musica...


penso a mio padre, l'ultima finale l'avevo vista con lui...
guardo il cielo , è nero e azzurro...
quante stelle ...... è dolce questa notte



(Luciano)
 
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martedì 18 maggio 2010

A memoria

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A memoria: ricordo che, quando ero piccola, le poesie le imparavo così; a scuola ci veniva chiesto di studiarle per poterle ripetere in classe, senza l'ausilio del libro di testo. Ricordo che una mia insegnante insisteva sul concetto di "allenamento della memoria" e, ora lo confesso, mi sembrava un esercizio vagamente inutile. Sbagliavo, non lo era.
Imparare una poesia significa conoscerla, approfondirla e farla propria; ricordarne le parole significa conoscere il loro suono, il loro ritmo e il loro significato. Con il passare del tempo, ripetendola, ricorderemo le nostre sensazioni, il periodo a cui è legata e, forse, il momento in cui la prima volta l'abbiamo ripetuta senza leggerla: a memoria.

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lunedì 19 aprile 2010

Eyjafjallajökull nella nostra vita

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Era uno degli ultimi voli decollati da Madrid ed atterrati a Milano.
Abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando venerdì notte l'aereo su cui viaggiava nostra figlia con i suoi compagni di classe è atterrato a Malpensa.



Nel nord Europa, Francesca e i suoi ragazzi sono in attesa di tornare in Italia, da sabato.
A loro voglio mandare un saluto, nell'attesa che arrivino qui.


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giovedì 18 marzo 2010

Era, come si dice, un padre d'altri tempi

Quando nostro padre si è ammalato, noi eravano giovani ed anche lui lo era. Era affascinante - questo ogni figlia lo dice del proprio padre - pieno di vita e di progetti per il suo futuro ed il nostro. Sapeva parlare ma non sprecava le parole ed un suo cenno valeva per noi un discorso;  era, come si dice, un padre d'altri tempi.
Quando lui ci ha lasciato, noi abbiamo scritto testo e musica di una canzone. Spesso ci troviamo - qualche volta le ore passano lente - e le note della chitarra accompagnano le parole di De Andrè e di Battisti. Della nostra canzone,  accenniamo accordi e parole senza arrivare alla fine;  si è mutata in una poesia,  senza titolo.



(una strofa mi ritorna sempre alla memoria
...ma è a lui e non più a te
che ora serve una mano
è lui che ora stanco
ti vuole al suo fianco...)

sabato 6 marzo 2010

Tracce

Ci sono persone che incroci e con cui condividi un percorso; poi il loro cammino prosegue in una direzione diversa, mentre tu guardi le tracce che hanno lasciato.







Il valore delle persone lo scopri quando capisci che il tuo tempo a disposizione con loro potrebbe finire.







                                                                                                                   

 (Immagine: Raffaello Sanzio
                                                                                       La scuola di Atene
Palazzi Vaticani, Stanza della Segnatura (part.)

venerdì 19 febbraio 2010

Tilly


Ma ne ho fatto il mio amico, ed ora è per me unica al mondo. Tilly